Intro

Scarfès è un diario scritto con le immagini, un ricordo di un’esperienza di vita all’interno di un gruppo di amici che, da un normale punto di vista, potrebbe essere definita una gang. (…leggi di più)

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Scarfès is a diary written with pictures, a memory of a life experience within a group of friends who, from a normal point of view, could be called a gang. (…read more)

Emanuele Confortin

M.J. aveva 15 anni quando per la prima volta ha fatto scorrere una lama sul suo corpo. “È accaduto per caso, mi ero scolato una bottiglia di gin con un amico. Eravamo in un vicolo della Medina di Fès, quando ho preso una lametta di tasca e dopo aver sollevato una manica mi sono tagliato sul braccio” spiega, esibendo la cicatrice posta di sbieco, tra la spalla e il bicipite sinistro. (…leggi di più)

Emanuele Confortin

M. J. was 15 when he ran a blade on his body for the first time. “It happened by chance, I had drained a bottle of gin with a friend. We were in an alley in the Medina of Fès, when I took a razor blade and after lifting a sleeve I cut myself on the arm” he explains, showing the scar placed sidelong between the shoulder and the left bicep. (…read more)

Giuseppe Cicozzetti

Il corpo come immagine del tempio, lo spazio dove materia e spirito si congiungono per riflettere una sacralità che attraversa le tre religioni monoteiste, sembra appannarsi di fronte all’incedere di una secolarità la cui prima vittima è proprio il concetto di sacro. (…leggi di più)

Giuseppe Cicozzetti

The human body as an image of the temple, the space where matter and spirit come together to reflect a sacredness that crosses the three monotheistic religions, seems to tarnish before the progress of a secularity whose first victim is precisely the concept of the sacred. (…read more)